Una aero formato gravel per andare full gas...everywhere!

INTRODUZIONE

Classico stile Pinarello, portare una bicicletta indirizzata ad una categoria qualitativamente nella media ad un livello da far invidia a molte top di gamma. La particolare attenzione che la casa costruttrice trevigiana mette nella cura dei dettagli  è lo scalino di differenza con le Gravel delle altre marche, spesso arrangiate con la funzionalità come unico scopo, andando a trascurare il colpo d’occhio. La prima grande particolarità che si può notare è la geometria aerodinamica del telaio. Le forme simili ad una bici da strada, grazie ai dovuti accorgimenti, ne esaltano la prontezza nei tratti asfaltati senza andare tuttavia ad intaccarne il comfort e guidabilità nei terreni più sconnessi. Per questa prova abbiamo usato entrambi i  modelli disponibili in commercio:  Grevil + e Grevil. Oltre alla differente trama del carbonio abbiamo deciso di utilizzare anche componentistiche molto diverse tra di loro, in modo tale da poter fornire una valutazione completa su tutti i fronti. La Grevil con carbonio entry level è stata equipaggiata con Shimano Ultegra 50x34/11x32 meccanico, Fulcrum racing 5 disk e Pirelli Cinturato Velo 700x28.

TEST

Per valutarne appieno pregi e difetti abbiamo deciso di metterci alla prova su un percorso molto lungo, alternato tra punti molto tecnici e lunghi tratti scorrevoli: La GravelMarca. Evento randonée nel Trevigiano che con i suoi 170km quasi interamente sterrati ci ha messo a disposizione tutto ciò  di cui avevamo bisogno. Le prime differenze non hanno dovuto aspettare le salite per emergere, ma bensì sono bastate poche centinaia di metri all’interno del primo tratto non asfaltato. La scelta dei Pirelli Velo rinforzati si, ma non tassellati si è rivelata subito come non idonea; le vibrazioni venivano assorbite solo in parte e la guidabilità ne risentiva parecchio. Diverso il feeling nella Grevil+, i suoi WTB da 47 tassellati hanno fin da subito dato un feedback positivo, attutendo al meglio tutte le sconnessioni del terreno e, di conseguenza, amplificando tutte le caratteristiche di guida che un telaio di tal livello può darti, rendendole ottime. Le asperità diramate lungo la tracce hanno permesso di dare delle valutazioni anche riguardo ai due diversi cambi, differenti non solo per la casa produttrice in se, ma soprattutto per la tipologia. Lo Sram Force, complice la monocorona anteriore, ha evidenziato della incertezze nelle salite più e nei falsopiani in discesa dove “spingere il rapporto e fare velocità” era indispensabile. In entrambi i casi il problema era derivato dalla scelta del rapporto; non avendo la possibilità di cambiare anteriormente risultava infatti molte volte difficile trovare la giusta soluzione, dovendo scendere ad un compromesso in termini di velocità per non finire ad avere una pedalata troppo agile o troppo dura. Dato l’uso non competitivo e prolungato a cui mira questa tipologia di biciclette ci sentiamo di consigliarvi l’uso della doppia corona anteriore, la monocorona ( anche se la scelta della grandezza è varia) lasciamola alle mountain-bike o alle ciclocross. Per quanto riguarda il lato telaistico nello specifico da notare, in entrambi i modelli, la funzionalità del sistema fork-flap. Una piccola ala di protezione posta esternamente all’impianto frenante nella forcella che funge da barriera contro lo sporco. In ogni situazione ha sempre mantenuto pulito il freno ed il disco, senza mai andarne a compromettere la frenata. Le geometrie molto stradali ci hanno fatto partire con un po’ di scetticismo, scetticismo che è andato a scemare con il passare delle ore. A livello di una bici da corsa su strada e nei tratti più sconnessi comoda e guidabile come una Gravel tradizionale.

CONCLUSIONE

Pinarello non ha voluto smentirsi, riuscendo anche questa volta a studiare un prodotto di un livello superiore rispetto alle concorrenti.  Sono riusciti a creare una bici performante quanto una stradale ma che si lascia pedalare dappertutto; capace di correre una randonée di 8 ore ma anche di portarti in vacanza con la famiglia. Robusta e veloce, ma soprattutto confortevole. Frame-kit di catalogo permettendo consigliamo di evitare di ricadere sulla scelta di copertoncini non tassellati (anche se rinforzati) e andare a prediligere una giusta mezzavia corazzata ma comunque scorrevole. Per quanto riguarda il cambio lo Shimano con la doppia volantina è molto più comodo dello Sram monocorona, eviterete problemi nella scelta della corona più adatta a voi e risparmierete tempo nel continuare a sostituirla se non trovate subito quella giusta alle vostre esigenze e forma fisica. Come già detto è sicuramente un passo avanti alle sue rivali, ma questo ha un costo. Non avendo modelli entry level da scegliere la Grevil parte da 5000 euro nella sua versione più economica per arrivare ai 7500 della più costosa. Se via state avvicinando al mondo Gravel e volete capire se fa per voi quindi vi consigliamo di approcciarsi o con un altro brand che mette a disposizione bici complete a prezzi inferiori alla metà di Pinarello o provare con un noleggio, a breve o lungo termine in base alle esigenze, prima di passare all'acquisto vero e proprio. In ogni caso la successiva scelta della trama del carbonio andrà a ricadere in base alle vostre tasche, la differenza non è così importante. L'unica pecca è l'allestimento che va ad assecondare la qualità del telaio.

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