Beyond excellence

L'azienda Italiana Dynatek, produttrice di biciclette 100% made in Italy, grazie a ricerca, investimenti e novità si sta collocando come realtà leader nel panorama ciclistico nazionale e non solo.

Assieme a Marco Cecchinato, responsabile marketing Dynatek, siamo andati a scoprire le peculiarità più importanti dell'azienda testando, inoltre, parte dei loro modelli top di gamma.

  • Dynatek, quale significato si cela dietro a questo nome?

Il nome, marchio storico patavino, deriva dal connubio della tecnologia con l’essere dinamici, eclettici e spinti da un forte desiderio di innovazione. Questo è visibile soprattutto negli ultimi modelli completamente fatti a mano qui in Italia, dove possiamo spingerci nel progettare e realizzare biciclette assolutamente uniche sia come geometrie ma in particolare modo come performance.

  • Cosa rende una Dynatek unica? Qual è la peculiarità che da maggior valore al marchio?

Il vantaggio di Dynatek è quello di fornire una bicicletta, uno strumento, studiato e realizzato secondo le specifiche e secondo le necessità dell’atleta e completamente realizzato in Italia, nella nostra sede di Padova. Oggi siamo subissati a prodotti fatti in serie, divisi per taglie standard, dove non vengono prese in considerazione le più banali caratteristiche fisiche come peso, potenza espressa o anche il sesso. Questo porta l’appassionato ad una scelta dove non troverà mai il suo prodotto ideale ma sarà costretto ad adattarsi, andando così a compromettere comfort, efficienza di pedalata o le performance in generale.

  • Quanto è importante per voi il rapporto con il cliente durante la personalizzazione della bici e della colorazione della stessa?

Fondamentale. In Dynatek partiamo dal cliente, studiando e dando poi vita al prodotto che cerca e di cui ha bisogno. Questo si traduce in un percorso che parte dalla scelta della componentistica, dalla progettazione del telaio con geometrie custom alla realizzazione delle tubazioni in carbonio alto modulo sempre secondo proprietà meccaniche richieste fino poi ad arrivare alla realizzazione delle grafiche personalizzate.

  • L’ampio range di modelli presenti in listino vi permette di fornire una risposta d’eccellenza indipendentemente dalla tipologia di cliente, avete in programma il lancio di qualche novità per ampliare ancor di più la gamma di modelli Dynatek?

Il nostro main focus è ora rivolto a centralizzare la produzione nell’ottica di realizzare un polo di ricerca e sviluppo con le principali università italiane, questo nel breve termine porterà alla luce un nuovo progetto stradale mirato ad ottimizzare l’aspetto aerodinamico dell’insieme bicicletta+ciclista.

  • Parlando di materiali, per quanto concerne il modello “Italia ML1” utilizzate una fibra di carbonio Torayca T1100K, che si distingue per caratteristiche di leggerezza e di rigidezza fuori dal comune. Credete che l’Italia ML1 possa collocarsi tra le top di gamma dei brand più blasonati?

In Italia ML1, come nei modelli Materia e Levius, utilizziamo esclusivamente fibra di carbonio Torayca T1100K.
Questo è solo un importante dettaglio che ci permette di ottenere dei risultati, sia in termini di sensazioni che in termini strettamente tecnici e numerici, che vanno a collocarsi al vertice del mercato. Il vero vantaggio oltre alla leggerezza e risposta dinamica del telaio e l’assoluta personalizzazione, così da poter fornire un prodotto assolutamente unico e adatto al singolo atleta.

  • Quanto è importante, all’interno dell’azienda, avere l’appoggio un imprenditore ed appassionato come Massimo Levorato?

Massimo Levorato è un punto di riferimento sia per Dynatek quanto per il ciclismo italiano in generale. E grazie alla sua grande passione e alle sue doti imprenditoriali siamo riusciti a dare carattere e una identificare una filosofia ben precisa, accrescere quindi l’importanza del Made in Italy e farne un leit motif, dando così vita ad un interno processo produttivo completamente fatto a mano qui in Italia in grado di coinvolgere attivamente anche i ragazzi delle squadre Work Service, che iniziano così una carriera lavorativa rimanendo sempre in ambito ciclistico.

  • Quanto incide, invece, nello sviluppo del prodotto il feedback degli atleti Work Service, ma soprattutto l'esperienza di un'atleta come Davide Rebellin?

Per noi il feedback è di estrema importanza, fondiamo i nostri studi sulla progettazione dei nuovi modelli o su particolari soluzioni tecniche in maniera estremamente scientifica ma il verdetto della strada è sempre quello più sincero e veritiero.
Su questo gli atleti della Work Service capitanati proprio da Davide Rebellin ci danno un grosso aiuto fornendo le loro impressioni, così da cercare sempre di spingerci oltre e di affinare qualsiasi dettaglio.

  • Qual è il vostro principale obiettivo per il futuro?

Il nostro obiettivo è quello di informare gli amanti di questo sport, specialmente e paradossalmente nel territorio italiano, su quanto può essere performante un telaio su misura fatto a mano nei nostri laboratori rispetto a quello che può essere un altro telaio stock di alta gamma.
Questo può portare solo benefici in termini prestativi e di comfort ma soprattutto porta in alto uno spirito tricolore simbolo di qualità eccelsa e grande prestigio.

 

Italia ML1
Welver
E-Rampage